
Uno dei fondatori del pensiero liberale, il visconte Alexis de Tocqueville,
era solito affermare che "la democrazia è il potere di un popolo
informato".
Se questo era vero nell'800 lo è ancora di più ai giorni nostri dove la
Democrazia ha assunto forme ben più mature e definite e l'informazione invade
la nostra vita con mezzi e modi che il succitato visconte non poteva neppure
immaginare.
E' comprensibile che nell'era dell'antipolitica (anche se il sentimento
dell'antipolitica dovrebbe riguardare non tanto il governo della Polis quanto
l'uso del potere politico per perseguire interessi personali) i nostri
concittadini non siano sufficientemente motivati da percorre il tratto di
strada che li separa dal seggio e preferiscano il tepore delle loro abitazioni,
una gita fuori porta oppure lo shopping (siamo in tempo di saldi)
all'espressione di una scelta nei confronti di un candidato che possa
rappresentarli.
Questo è tanto più vero quanto più il cittadino ritenga "la
poltrona" sulla quale l'eletto andrà a sedersi di scarso rilievo.
La nostra Costituzione sancisce all'Art. 48 che l'esercizio del voto è un
dovere civico ma il 4 Dicembre 2016 è ormai acqua passata e gli italiani hanno
già "salvato" una Costituzione che conoscono troppo poco.
Forse scomodare le parole Costituzione, Democrazia e Polis visto l'argomento
del Post è quasi irriverente e di certo il nome del visconte de Tocqueville è
stato citato il contesti di ben altro spessore.
Credo però che da qualche parte si debba cominciare sancire un riavvicinamento
tra il popolo e il governo del nostro territorio ed il rinnovo dei Consigli di
Zona poteva essere un'occasione per andare in questa direzione.
Sabato 21 dalle ore 15 alle ore 18 però hanno percorso il tratto di strada
che li separava del seggio solo 555 cittadini bertinoresi su 8522 aventi
diritto al voto. Un misero 6,5%.
Alcune sere fa, nella sala quadri del nostro Municipio, un caro amico, il
Prof. Alberto Bellini, presentando il suo ultimo saggio spiegava che vista la
crisi della politica occorre investire sulla pre-politica. La pre-politica è
tutto ciò che viene a monte dell'attività politica vera e propria (vita attiva
in partiti o movimenti) o, in termini più generali, ciò che è alternativo ma
corre parallelo alla politica vera e propria.
L'attività in un consiglio di Zona altro non è che una forma organizzata di
pre-politica. Anche voler esprimere la propria preferenza per un candidato
piuttosto che per un altro è una forma importante di pre-politica. Rispettare
chi ha deciso di candidarsi dedicando qualche ora del proprio tempo
informandosi sul candidato stesso, sulle sue idee e sulle funzioni che, in caso
di elezione andrà a svolgere, è pre-politica.
Il "popolo" ha il dovere di partecipare in modo attivo (esprimendo
una preferenza per un candidato) e passivo (proponendosi per ricoprire cariche
elettive) ma al tempo stesso ha il diritto di essere informato.
E qui veniamo al punto a mio avviso più importante. Torniamo alla
frase del visconte Alexis de Tocqueville, ovvero "la democrazia è il potere
di un popolo informato".
Quando si vuole togliere potere al popolo ed alla pre-politica si abbassa il
livello dell'informazione, esattamente quello che è successo in queste
elezioni.
Elezioni taciute, passate sotto traccia, vissute dal nostro
"sindaco" e dalla sua Giunta come un obbligo da assolvere e non come
un'opportunità di vera condivisione di obiettivi e progetti futuri con i
cittadini. Qualche trafiletto sulla stampa locale e niente di più.
Elezioni talmente tenute sottotraccia che nella frazione più popolosa del
nostro Comune, quella che ha dato la vittoria al "sindaco" alle
recenti amministrative, non si erano presentati a metà dicembre 5 candidati
(numero minimo) e per questo le consultazioni erano slittate al 21 Gennaio.
E pensare che il nostro Comune ha un assessore con delega alle frazioni
(costo dell'assessore circa 2.000 euro mensili). Ricordiamo che i Consigli di
Zona sono l'espressione più nitida e diretta delle esigenze e dei bisogni delle
tante frazioni del nostro territorio.
Sono certo che questo risultato (affluenza 6,5%) farà passare notti insonni
all'assessore in questione ed al SUO "sindaco. Anzi, sono certo che a
breve presenterà le sue dimissioni non essendo riuscito a fare un lavoro
neppure vicino alla decenza.
Noi ci abbiamo creduto e, nonostante il silenzio assordante che ci
circondava, come lista civica "Uniti per Cambiare", abbiamo lavorato
con intensità e siamo riusciti ad eleggere molti nostri simpatizzanti e
collaboratori nei 5 Consigli di Zona. Voglio augurare a tutti loro un grosso in
bocca al lupo. Non sarà facile perché questo "sindaco" ha dimostrato
nei primi 6 mesi di (non) governo del nostro Comune tutta la sua fragilità ed
inconsistenza e l'ultimo dei suoi (pochi) pensieri sarà tenere in dovuta
considerazione le proposte e le esigenze che i Consigli di Zona porteranno
avanti.
Noi faremo il possibile per sostenere l'attività i questi importanti
strumenti di partecipazione e
riformuleremo nei prossimi mesi nuove proposte per loro maggior forza e
possibilità di espressione.
La libertà
non è star sopra un albero
non è neanche avere un’opinione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione
(G. Gaber)
Di nuovo buon lavoro a tutti.
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